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La Bioarchitettura e la sindrome dell'edificio malato

Se la casa è malata, il rischio di contrarre patologie è alto. Ma la Bioarchitettura ci aiuta.

Da un articolo di Eliana Fenoglio su bioarchitettura online

Il concetto di "edificio malato" (Sick Building Syndrome, SBS) è conosciuto in Finlandia ed altrove fin dagli anni ’80. Si riscontra soprattutto all'interno di uffici, scuole o centri commerciali e può essere causato soprattutto dalla scarsa qualità dell’aria.

La normale routine ci costringe infatti a trascorrere la maggior parte del nostro tempo in ambienti chiusi.

Il più delle volte i luoghi che si frequentano sono malsani, soprattutto a causa di una ventilazione naturale o artificiale inadeguata o mal funzionante.

Ciò può dare vita ai più svariati sintomi, tra cui ridotta capacità di concentrazione, cefalea, bruciore agli occhi, lacrimazione, irritazione delle vie aeree, delle mucose e della superficie epidermica, lievi sintomi di tipo allergico [1]. Tutto ciò si combina talvolta alle pessime condizioni di temperatura, umidità, illuminazione e rumorosità ambientale che caratterizzano il microclima di uno spazio.

Da qui la cosiddetta "Sindrome dell'Edificio Malato".

Fino ai primi anni ’80 l’aria indoor veniva esaminata unicamente dal punto di vista del riscaldamento e dell’efficienza energetica: abbiamo impiegato anni per sviluppare sensibilità alle implicazioni sanitarie dell’aria.

La mancanza di aria pulita all'interno di un ambiente può infatti dar vita a microbi, funghi e germi, ma allo stesso tempo non favorisce l'eliminazione di possibili sostanze inquinanti, altamente cancerogene, come può essere il comune fumo di sigaretta.

Più precisamente in quest'ultimo caso si parla solitamente di "Malattia correlata all'edificio", molto meno frequente di quella precedente, così come anche la "Sindrome da sensibilità chimica multipla" che si manifesta in modo similare ad una reazione allergica.

La bioarchitettura potrebbe essere la soluzione a questo problema: d'altronde sono note le possibili emissioni di sostanze nocive derivanti dai tradizionali materiali di bassa qualità utilizzati per la costruzione di un edificio, così come le tossine che possono essere rilasciate dagli arredi o l'inquinamento dovuto alla presenza di elettrodomestici, macchinari di vario genere, cellulari, antenne, vari tipi di impianto, stufe elettriche...

Non a caso, infatti, si sente tanto parlare di inquinamento domestico, anche se la questione è ben più ampia. Pare che l'incalzante inquinamento indoor sia addirittura maggiore di quello esterno: per tal motivo i vari edifici dovrebbero essere progettati sia esternamente, sia internamente, in modo eco-friendly.

Bibliografia

[1] Johner, Wyon, Clausen and Fanger (2004). Impact of indoor air temperature and humidity in an office on perceived air quality, SBS syntoms and performance. Indoor Air Journal 14 (Suppl.7): 74-81 (in en).



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